Promotori Sociali

I promotori sociali volontari, rappresentano la caratteristica forse più originale e distintiva del Patronato ACLI: sono uomini e donne che mettono a disposizione gratuitamente il loro tempo per aiutare le persone ad affrontare e risolvere problemi di natura previdenziale, assistenziale, socio-sanitaria e perfino fiscale. Chiamati, fino al luglio 2002 “addetti sociali”, i promotori svolgono un lavoro poco conosciuto e forse ancor meno riconosciuto. Un lavoro che tende a creare - nella trama delle azioni quotidiane - legami solidaristici, relazioni di fiducia e affidamento all’interno delle realtà territoriali. Si tratta di un impegno che sempre più chiede conoscenze e competenze specialistiche ma che non si esaurisce in esse e che considera i diritti dell’altra/o in primo luogo come doveri per sé. Si tratta di un impegno che difficilmente conosce gli “onori della cronaca”, come succede per tutti i lavori “di cura”. Quella dei promotori sociali rappresenta dunque una esperienza fondamentale e costitutiva del Patronato ACLI, che non trova riscontro in altri patronati e che si caratterizza per l’appunto come forma specialissima e originale di volontariato, connotata da alcuni elementi costanti e imprescindibili.

Chi fa volontariato al Patronato ACLI, infatti:

  • decide di dedicare una porzione importante del suo tempo e di farlo in modo continuativo e costante;
  • si impegna a studiare e ad aggiornarsi; - si obbliga ad osservare tempi e scadenze rigide;
  • si relaziona con tanti soggetti diversi, istituzionali e non, presenti sul suo territorio;
  • si ingegna spesso a trovare soluzioni inedite per le tante diverse esigenze che si trova ad affrontare.

Sin dalla nascita, i promotori hanno rappresentato il cardine dell’iniziativa sociale del Patronato ACLI, espressa attraverso l’istituto dei “Segretariati del Popolo”. Nella prima circolare del 1945, i Segretariati del popolo sono definiti “punto di partenza e fulcro principale dell’azione sociale” del Patronato. Mutuato dall’esperienza cattolico-sociale del periodo prefascista, il Segretariato del popolo quasi si identifica, nella storia del Patronato ACLI con la figura dell’addetto sociale: “responsabile e animatore del Segretariato del Popolo è l’addetto sociale… che nel comune, nella parrocchia, nella fabbrica, nel sanatorio o altrove dà sostanza di opere e concretezza di azione ai programmi e alle finalità del Patronato. E sarà proprio dalla sua capacità e dalla sua dedizione che i lavoratori giudicheranno il Patronato ACLI come le stesse ACLI e la loro azione a favore dei lavoratori”. Come si legge nel “Manuale dell’addetto sociale”, “L’addetto sociale si trova in continuo e diretto contatto con il lavoratore… E’ un rapporto umano che si sviluppa attorno ad una pratica. Non è solo un rapporto tecnico o burocratico, giacchè il lavoratore, qualunque sia la decisione che l’addetto sociale deve comunicargli, sempre deve sentire il calore umano che viene da chi l’ha accolto con spirito di cristiana solidarietà e di piena comprensione. E’ questo un segno caratteristico che, se deve contraddistinguere ogni opera di previdenza e assistenza rivolta ai lavoratori, vale ancora di più per quella del Patronato ACLI per lo spirito che lo anima e per la sua così piena e concreta partecipazione al grande movimento dei lavoratori cristiani”. Il cambio di denominazione da “Addetto Sociale” in “Promotore Sociale” è intervenuto in concomitanza con le modifiche statutarie nel mese di luglio 2002, per significare le trasformazioni che hanno investito questa specialissima figura di volontari e le nuove responsabilità che la caratterizzano. Nelle dinamiche del nuovo Welfare, infatti, i volontari del Patronato ACLI sono oggi chiamati a diventare promotori delle opportunità attraverso l’informazione, l’assistenza, e sempre di più la consulenza e l’orientamento sociale in coerenza con i nuovi compiti previsti dalla legge di riforma dei patronati (L.152/2001) e da quella di riforma dei servizi sociali (L.328/2000).